Il Professore Associato Falk Muller-Riemenschneider, del Saw Swee Hock of Public Health, National University of Singapore, che ha guidato la ricerca, ha precisato che lo studio del suo team tendeva a verificare se la visualizzazione continua dello schermo, opportunamente monitorata a 2 e 3 anni, influisse successivamente sul sonno e sui livelli di attività dei bambini.

Compiuti i cinque anni, i bambini partecipanti alla ricerca sono stati monitorati con dispositivi specifici che ne hanno tracciato sonno, inattività e livelli di attività fisica. I bambini che avevano trascorso davanti ad un qualsiasi tipo di schermo 3 o più ore ogni girono, a cinque anni rimanevano inattivi fisicamente, mediamente 40 minuti in più dei bambini che vi avevano trascorso meno di un’ora.

Il tempo trascorso davanti allo schermo nei primi due anni di vita non sembra avere conseguenze, invece, sul tempo e la qualità del sonno.

La ricerca pubblicata sul Lancet non fornisce prove inoppugnabili della causalità tra il tempo davanti allo schermo e l’attività fisica ridotta. Sono necessarie ricerche future per valutare ed esplorare i possibili percorsi causali, non ignorando la costante evoluzione dell’era digitale che stiamo vivendo.

Fonti

Screen time in early childhood

Associations between early-life screen viewing and 24 hour movement behaviours: findings from a longitudinal birth cohort study

WHO – Organizzazione Mondiale della Sanità