L’equilibrio che si instaura in questo particolare momento fra una mamma e una figlia in gravidanza è molto variabile: chi ha un buon rapporto con la propria madre tenderà ad imitarla, ad assecondarla, ad elevarla a modello ed esempio; chi invece ha avuto un’esperienza negativa cercherà di prenderne le distanze.


In ogni caso, la propria esperienza di vita e il modello rappresentato dalla propria mamma è centrale soprattutto durante la gravidanza e i primi mesi di vita del neonato. Questo tipo di dinamica è del tutto normale, l’importante è che la neo-mamma si impegni a cercare una propria identità e a trovare con il tempo il proprio personale modo di essere mamma, allontanandosi se necessario dal suo modello iniziale. Questo è un processo tutt’altro che scontato: implica paura di sbagliare, di non essere all’altezza, insicurezze ed è fisiologico che sia così.

Appoggiarsi alla propria mamma per diventarne una a propria volta è un passo importante, spesso positivo e costruttivo; è bene però tenere presente che nessuno è perfetto nel ruolo di genitore e che si impara ad essere migliori con il tempo e con qualche errore.


Imitare la propria mamma può essere un punto d’inizio ma poi ogni donna sarà in grado con il tempo e conoscendo il proprio bambino di sviluppare la propria sensibilità materna e di rendere personale, individuale e unico il suo modo di essere mamma.

Fonti:

Women’s Relationships with their Own Mothers in the Early Motherhood Period

Perceptions about mother-daughter relationships during Daughter’s frist Pregnancy