Da decenni, vari studi hanno dimostrato che la modulazione emotiva della voce dei genitori ha un effetto rilassante sul bambino. Per questo il team di Didier Grandjean, professore ordinario presso l’UNIGE, si è interessato “all’impatto della voce materna sulla gestione del dolore da parte del bambino prematuro e sui meccanismi psicologici e cerebrali che ne sarebbero coinvolti”.

Durante la ricerca, sono stati monitorati venti bambini, nati prima della 37esima settimana di gravidanza, durante l’esame del sangue quotidiano che avviene attraverso il prelievo dal tallone.
Lo studio è stato condotto in tre fasi distribuite in tre giorni: il primo prelievo di sangue è stato effettuato in assenza della madre, il secondo mentre la madre parlava al bimbo e il terzo mentre cantava.

Per osservare i cambiamenti nelle reazioni del bambino, i ricercatori si sono avvalsi del Preterm Infant Pain Profile (PIPP), una griglia di codifica che contempla ventuno espressioni facciali e vari parametri fisiologici (battito cardiaco, ossigenazione, etc.) e che classifica le sensazioni dolorose avvertite dal bambino.

In assenza della madre, il PIPP medio rilevato è stato di 4,5; con la madre che parlava al bambino, l’indicatore è sceso a 3, per risalire a 3,8 con la madre che cantava (seguire la melodia modifica il tono di voce rendendola meno riconoscibile).

I ricercatori hanno, inoltre, rilevato un aumento sostanziale della ossitocina nei campioni di saliva prelevati nelle tre fasi: da 0,8, in assenza della madre, a 1,4 picogrammi per ml mentre la madre parlava.

Fonti:

La voix maternelle reduit la douleur chez les bebes prematures

Maternal voice reduces pain in premature babies